Miseria e mancanza di umanità del progressismo.

 

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Gli intellettuali “progressisti” hanno questo di specifico: che si credono moralmente migliori del resto dell’umanità, e specialmente dei loro avversari “conservatori” (o, peggio, “reazionari”): non lo affermano, lo danno per scontato; non è una tesi che essi portano avanti, ma un atteggiamento pratico che assumono costantemente, una vera e propria “forma mentis”.

 

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