C’è posta dalla UE

votopostale

Cercherò di tenere alto il livello del mio lavorio e di non scadere in facili dietrologie, consapevole dell’onere che ci addosso: se il candidato alle presidenziali austriache, il verde ed europeista Alexander Van der Bellen, ha superato di 31.026 preferenze l’euroscettico, “xenofobo e populista”, Norbert Hofer, e l’apporto determinante alla vittoria è stato fornito dai voti postali, i benpensanti hanno gioco facile a difendere il risultato appellandosi alla sacralità del voto. I maliziosi che contestano l’esito elettorale, invece, hanno il gravoso compito di dimostrare la fondatezza delle loro accuse, destinate altrimenti a rimanere banali, risibili, congetture.

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