2 giugno 2006: l’ennesima mascherata di una Nazione demenziale, invertebrata e senza carattere.

2giugno

 

Assistendo alla trasmissione televisiva della parata militare del 2 giugno, mi sono posto un paio di banali domande:

1) perché – per sottolineare le “pagine gloriose” di ciascun corpo militare che sfilava – il commentatore ricordava esclusivamente solo i militari italiani “internati in Germania” dopo l’8 settembre, quelli “non arresisi ai nazisti” (eccidio di Cefalonia) ecc., mentre nessuna menzione è stata fatta di quegli stessi corpi militari italiani quando si batterono contro gli anglo-americani? Forse non esistettero “internati” nei campi anglo-americani? Vittime di “eccidi” anglo-americani non ci furono?

 

 

 

Per non parlare delle FF.AA. della RSI, per le quali  esiste una sentenza del Tribunale supremo militare (n. 747 del 26.04.1954) che riconosce loro la qualifica di belligeranti (evidentemente, nel 1954, a pochi anni dai FATTI, non potevano raccontare fischi per fiaschi…).

2) sono state invitate a sfilare rappresentanze delle nazioni amiche: Francia, Grecia, Germania, Usa ecc. Ma chi decide chi è “amico” e chi no?

Per quanto mi riguarda, anche i cittadini degli Stati che non fanno parte della Nato e quelli degli “Stati canaglia” sono miei amici, anche se non hanno l’onore di avere rappresentanze militari alla parata del 2 giugno. Ad esempio, quando il figlio del mio caro amico Mustafà di Damasco fa il servizio militare, mi è molto più “amico” del militare di uno Stato, gli Stati Uniti, che possiede oltre 100 basi sulla mia terra (ed il cui mantenimento, probabilmente, è a nostro carico: verrebbe così a svelarsi la realtà di conti pubblici “in rosso” per spese inconfessabili).

Forse, gli “amici” sono i LORO “amici”, quelli della pletora di ministri, vice-ministri e sottosegretari (in elefantiaco aumento) che mentre applaudiva dal palco pensava alle ricche prebende garantite dai loro “amici” (mentre studia misure per far “tirare la cinghia” agli italiani).

Il tutto, condito dall’immancabile retorica antifascista-resistenziale, diffusa dai megafoni della propaganda delle varie tv di regime, che per l’occasione hanno riempito i loro palinsesti di film e “speciali storia” a senso unico, come se il solo accennare ad altre “verità” potesse metter in crisi LA verità inculcata da sessant’anni agli italiani. Davvero debole questa “verità” ufficiale, se deve rifuggire ad ogni costo il confronto con altre verità…

E a render davvero grottesco il già tragicomico quadretto, la “contromanifestazione pacifista” di gente che condivide al 100% la suddetta “verità” ufficiale e che perciò non si capisce in cosa sia “alternativa”, mentre si capisce bene perché sia l’unica ”opposizione” ammessa (cioè compatibile col regime coloniale). Tra i “pacifisti” che presenziavano alle celebrazioni del 2 giugno, il colmo l’ha raggiunto il Presidente del Consiglio regionale della Toscana, il diessino Riccardo Nencini, lo stesso che alcuni mesi fa si è recato a New York (a spese dei toscani) per insignire di un’insignificante patacca la signora Fallaci, che tutto è fuor che “pacifista” (ma evidentemente ha “meriti resistenziali” e comunque serve gl’interessi dei padroni di tutti quanti hanno un ruolo istituzionale in Italia).

Una tristezza infinita mi pervade, quando l’unica “alternativa” degna di questo nome dovrebbe opporre a tutto questo circo di pagliacci i valori dell’indipendenza, della sovranità, dell’autodeterminazione e della libertà, politica, economica, culturale e militare dell’Italia e degli italiani. Ma l’Italia, oggi, è tutta qui: antifascismo e mito resistenziale (domanda n. 1) più filo-atlantismo (domanda n. 2) imposti a dosi da cavallo ed ostentati a più non posso (anche da coloro che forse in cuor loro non ci credono).

 

 

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One thought on “2 giugno 2006: l’ennesima mascherata di una Nazione demenziale, invertebrata e senza carattere.

  1. Credo che molti non andranno. Ormai è davvero difficile non credere che tutti questi giochi siano fatti solo per mettere un coniglio dentro al cappello e poi uscirlo al momento giusto. E noi non abbiamo mai il coniglio e non l’avremo mai.

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