Al supermercato femminista sono sempre attivi i saldi di fine stagione.

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“Togliere dall’articolo 143 del codice Civile il riferimento all’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi”. E’ un disegno di legge di una sola riga depositato in questi giorni  a Palazzo Madama, a prima firma della senatrice del Pd Laura Cantini e sottoscritto anche dai colleghi Alessandra Bencini (Idv), e dai Democratici  Daniele Borioli, Rosaria Capacchione, Valeria Cardinali, Monica Cirinnà, Camilla Fabbri, Sergio Lo Giudice, Alessandro Maran, Mario Morgoni, Stefania Pezzopane, Francesca Puglisi. “E’ un retaggio di una visione superata e vetusta del matrimonio”, spiega Laura Cantini, secondo la quale “il giudice non può fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza del dovere di fedeltà coniugale”.

Come si vede, è chiaro il tentativo della lobby femminista con qualche utile idiota a traino di interferire tramite le unioni civili nel matrimonio tradizionale. Ora stiamo a vedere, ma ne dubitiamo molto, se vedrà la luce qualche disegno di legge che preveda l’abolizione di quel mantenimento di tanti angeli del focolare che, dopo essersi creati harem paralleli distruggendo le famiglie, massacrando i figli e spedendo i mariti a dormire nelle automobili molte volte per esaudire dei capricci sentimentali, pretendono dal coniuge il vitalizio – premio.

Del resto al supermercato femminista sono sempre attivi i saldi di fine stagione. Il 3 di questo mese la Camera (meglio, Pd e alleati) ha dato il via libera definitivo alle quote rosa nei consigli regionali. La norma prevede che dalle prossime elezioni almeno il 40 per cento dei consiglieri regionali siano donne.

L’assurdità del provvedimento si commenta da sé.  Riservare un certo numero di candidature a favore delle donne, comporterebbe l’impegno a dover del pari riservare dei posti per tutte le minoranze (vere o presunte) presenti all’interno di un Paese. In realtà, le quote rosa come tali sono più discriminatorie di quella discriminazione che si propongono di combattere. Riservare un numero di seggi a dei candidati solo per il loro genere diventa una grave forma di discriminazione e finisce per prescindere dal merito e dalla capacità effettiva dei candidati. Significa considerare la donna un’ incapace bisognosa di sostegno  per inserirsi nella società. Un’ offesa gravissima alla donna gabellata per solidarietà al genere femminile.

Tornando al problema introdotto, qualche mese fa, all’udienza generale del 21 ottobre 2015, salutando i pellegrini polacchi, Papa Francesco aveva auspicato che  «il Sinodo dei vescovi, che sta per concludersi, rinnovi in tutta la Chiesa il senso dell’innegabile valore del matrimonio indissolubile e della famiglia sana, basata sull’amore reciproco dell’uomo e della donna».  «La famiglia – aveva aggiunto  il Pontefice della Misericordia – vive della promessa d’amore e di fedeltà che l’uomo e la donna si fanno l’un l’altra». Cose giuste e sante che hanno il solo neo di venir pronunciate da un papa che saltella un po’ troppo politicamente tra visioni relativiste, concessioni moderniste e richiami alla Tradizione.

Su un altro fronte, il Tribunale di Milano, con sentenza del primo luglio 2015, ha  stabilito che l’addebito della separazione in capo al coniuge fedifrago può essere chiesto e ottenuto attraverso la semplice produzione di foto scattate da un investigatore privato che documentino il tradimento.

Il risultato di questi punti di vista diversissimi è che, vista la bagarre in corso, il matrimonio “antico”, quello tra un uomo e una donna, quello che la maggior parte dei giovani non ritiene più di dover celebrare dal momento che si risolve ormai nei doveri e diritti dei  separandi e nella lotta per gli alimenti al “coniuge debole” (gli addebiti in questo Paese si contano ormai sulle punte delle dita), non ha quindi più motivo di esistere.

Non varrebbe nemmeno la pena di parlarne se non fosse che queste continue iniziative contro le minacce “arretrate e oscurantiste”, come le ha definite la senatrice Pd Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali, oltre che a far piovere sul bagnato della stupidità, rappresentano una gravissima minaccia culturale.

Se non esiste infatti la fedeltà coniugale sancita dai principi stessi che sono a fondamento del matrimonio, non si capisce perché dovrebbe esistere il rispetto degli stessi valori in altri contesti. Se non debbo essere fedele al coniuge “fin che morte non vi separi”, come recita la formula del matrimonio, non si vede il motivo per cui si debba essere fedeli ad altri impegni o promesse: ad esempio quello di onorare una cambiale, rispettare la parola data, pagare una multa, le tasse, le rate di un mutuo o l’affitto di un immobile.

E’ un giochino semplice e stupido che ci viene propinato perlomeno dall’ormai lontano sessantotto quando qualcuno stabilì che era “vietato vietare” e che la conoscenza culturale – si trattasse dello studio del latino o dei versi danteschi – era solo merda inutile.

Ma allora, mio padre che partì volontario nella Prima Guerra potendo benissimo starsene a casa, le Forze dell’ Ordine in prima linea contro la criminalità, il volontario annegato assieme alla bambina che voleva salvare, Borsellino e Falcone….?

Vedete voi.

 

 

 

 

 

 

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