Posts Tagged ‘stato’
Giovani e politica

Se volessimo cogliere nei loro termini emozionali i sintomi della crisi in cui si dibatte il mondo giovanile odierno ,potremo usare il termine ANGOSCIA , con tutte le implicazioni di ordine contingente ed assoluto che esso comporta. L’angosci nei giovani non è che la risultante di uno stato d’animo di sfiducia e di scetticismo , espressione della soluzione di continuità , dello iato profondo che si è posto concretamente tra giovani e vecchi, anzi tra giovani e giovani . perché ….forse è un errore definirli nel loro complesso , creando cosi , artificialmente ,una unitarietà di istanze tra i giovani che non esiste. Solo il”giovane nella sua singolarità irriducibile esiste oggi , senza alcun ubi consistam interiore o esteriore: di qui la sua posizione esistenziale di essere che non è né introverso ne estroverso , continuamente vagante tra la socialità e l’individualismo più esasperati. Se è vero,che questo può considerarsi un carattere differenziale costante—del giovane rispetto al vecchio –sul piano biologico come su quello spirituale—del giovane rispetto al vecchio , non è men vero che questa costante si è ampliata enormemente , assumendo dimensioni patologiche , quasi surrealistiche.
<<Il non essere niente per niente >> è per lui la traduzione in termini psichici della esigenza , sempre più acuta , di liberazione dalle macerie del mondo spirituale distrutto , per cui egli non è più un “tipo”, UNA PERSONALITA’ , un carattere , ma piuttosto un sistema aperto di forze, di schegge di vita, quasi di componenti dionisiache fluide e terribili. Quale significato possono assumere per lui i concetti di politica,partito,stato? Quello delle transizioni, del tatticismo,del pragmatismo . Per lui essi sono dei non —- valori , per non dire — usando una terminologia tanto in voga —– che esprimono il principio del male.
Secessionismo elitario ????

Vogliamo dircela tutta? L’ Italia c’è grazie ad una epidemia di secessionismo elitario e antidemocratico.Non voglio fare qui una lezione di storia : tra l’altro non ne ho i titoli . Però è del tutto evidente anche per chi non fa lo storico di professione che prima che l’Italia assumesse l’attuale conformazione e fisionomia, le regioni che la componevano appartenevano a vari stati o imperi. A scuola ci insegnavano che a fare l’Italia moderna è stato il Risorgimento , ma io non capisco proprio cosa mai sia risorto se prima di allora l’Italia come stato o come nazione omogenea non era mai esistita. Secedendo dall’All’Austria-Ungheria , dallo stato del Vaticano, dalla Francia e dalla Spagna si è fatta l’Italia – a cui , per altro , mancavano gli Italiani che erano “da fare” come diceva quella personcina a modo che era il nostro Cavour. Un manipolo di borghesi e intellettuali “Illuminati” ( da ceri massonici) totalmente avulsi dal contesto sociale ipotizzarono cammin facendo la realizzazione dell’Italia. SI PROPRIO CAMMIN FACENDO: perché all’inizio non erano chiari i reali confini del nuovo stato; si era in disaccordo su quale avrebbe dovuto essere la capitale ; ci si accapigliava per stabilire la definitiva forma di governo ( monarchia ?repubblicana ? parlamentare ?) ; si lottava per imporre l’una o l’altra delle forme di legittimazione ( suffragio universale o èleitario ?) ; né ,per finire , mancavo le diatribe sulla lingua ufficiale del futuro stato.-tant’è che, una volta scelta e fissata la lingua di Dante , alla corte dei Savoia , si continuò a parlare piemontese o francese , mentre nel resto della penisola tutti continuavano ad esprimersi nel dialetto d’ origine Nel corso del primo confitto mondiale , al fronte gli ufficiali avevano bisogno di un bel numero di interpreti per comunicare con la bassa forza. Gli ufficiali , nella stragrande maggioranza dei casi , parlavano solo piemontese, e la truppa solo il calabrese, il sardo, il pugliese, il napoletano…………
Il fenomenale discorso di Ron Paul
“Signora Speaker,
Ho alcune domande per i miei colleghi.
Che cosa ne direste se la nostra politica estera del secolo passato fosse stata profondamente sbagliata e non avesse servito i nostri interessi di sicurezza nazionale?
Che cosa ne direste se ci svegliassimo un giorno e ci rendessimo conto che la minaccia del terrorismo è una prevedibile conseguenza della nostra intromissione negli affari altrui e non ha niente a che fare con la nostra libertà e prosperità?
Che cosa ne direste se il sostegno di regimi repressivi in Medio Oriente mettesse in pericolo sia gli Stati Uniti che Israele?
Che cosa ne direste se occupare paesi come l’Iraq e l’Afghanistan – e bombardare il Pakistan – fosse direttamente collegato con l’odio diretto contro di noi?
Che cosa ne direste se un giorno capissimo che perdere oltre 5.000 soldati americani in Medio Oriente dal 9/11 non è una giusta contropartita per la perdita di quasi 3.000 cittadini americani, senza contare quanti iracheni, pachistani ed afgani sono stati uccisi o dislocati?
Che cosa ne direste se infine decidessimo che la tortura, anche se chiamata “tecniche avanzate di interrogatorio,” è autodistruttiva e non produce informazioni utili – e che appaltarla ad una nazione del terzo mondo è altrettanto nefasto?
Che cosa ne direste se infine si realizzasse che la guerra e le spese militari sono sempre distruttive per l’economia?
Che cosa ne direste se tutte le spese del tempo di guerra fossero pagate con il processo ingannevole e maligno dell’inflazione e del credito?
Che cosa ne direste se infine vedessimo che le condizioni del tempo di guerra insidiano sempre la libertà personale?
Che cosa ne direste se i conservatori, che predicano il governo limitato, si svegliassero e si rendessero conto che la nostra politica estera interventista offre il più grande incentivo per espandere il governo?
Che cosa ne direste se i conservatori capissero ancora una volta che la loro unica posizione logica è di rifiutare l’intervento militare ed il controllo di un impero nel mondo intero?
Che cosa ne direste se il popolo americano si svegliasse e capisse che i motivi ufficiali per andare in guerra quasi sempre sono basati sulle bugie e sono promossi dalla propaganda bellica per servire degli interessi particolari?
Che cosa ne direste se noi come nazione realizzassimo che la ricerca dell’impero alla fine distrugge tutte le grandi nazioni?
Che cosa ne direste se Obama non avesse intenzione di lasciare l’Iraq?
Che cosa ne direste se venisse progettata una coscrizione militare per le guerre che si moltiplicheranno se la nostra politica estera non cambierà?
Che cosa ne direste se il popolo americano imparasse la verità: che la nostra politica estera non ha niente a che fare con la sicurezza nazionale e che non cambia mai da un’amministrazione a quella seguente?
Che cosa ne direste se la guerra e la preparazione per la guerra fossero una racket che serve degli interessi particolari?
Che cosa ne direste se il presidente Obama fosse del tutto in errore sull’Afghanistan e si rivelasse peggiore dell’Iraq e del Vietnam insieme?
Che cosa ne direste se la Cristianità in realtà insegnasse la pace e non le guerre d’aggressione preventive?
Che cosa ne direste se si scoprisse che la diplomazia è superiore alle bombe ed alla corruzione nella protezione dell’America?
Che cosa direste che accadrebbe se le mie preoccupazioni fossero completamente infondate: niente!
Che cosa direste che accadrebbe se le mie preoccupazioni fossero giustificate ed ignorate: niente di buono!”
Pubblicato da Paxtibi
Le banche centrali sono delle s.p.a.
Benché la maggior parte delle banche centrali nazionali siano ritenute proprietà dello stato, la verità è che sono delle agenzie di credito private, istituite con il solo scopo di
massimizzare i profitti dei loro azionisti. I due casi più eclatanti di quest’anomalia a norma di legge sono sicuramente la Federal reserve bank (banca centrale nazionale americana) e la banca d’Italia ( vedi tabella). Da queste due premesse deriva una scioccante rivelazione. Tutto il denaro in circolazione è gravato da debito ancora prima che arrivi nelle casse dello stato e venga accettato ed utilizzato dai suoi cittadini. Infatti, quando lo stato chiede in prestito una data massa monetaria, supponiamo 100 bilioni di euro, la banca centrale, stampa ed emette 100 bilioni in banconote di tagli diversi (5,10,50,100, ecc) spendendo 0,30 centesimi di euro a taglio. Questi pezzi di carta sono senza valore al momento della loro emissione perchè non garantiti da collaterale (oro), ma vengono prestati per il loro valore facciale (ovvero 100 bilioni) allo stato. La banca centrale non si comporta quindi come una normale tipografia, ma come un’effettiva agenzia di credito. La differenza fra il costo di stampa ed il valore facciale delle banconote viene, di fatto, incamerato dalla banca centrale.
Lo statuto del 1948, controfirmato da Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi, afferma che la Banca d’Italia è un Ente pubblico, e l’art. 3 sancisce che la maggioranza debba essere pubblica e i soci che compongono la maggioranza debbono essere a loro volta a maggioranza pubblica
La festa è finita
Ci avevano assicurato in tutti i modi che il mercato si autoregolava da solo,che il libero-mercato e’ la panacea di tutti i mali, che….bla , bla,bla… ma ora il giocattolo s’è rotto, ma a
detrimento del cittadino-lavoratore-consumatore, rispetto ai pochi che hanno goduto di enormi guadagni. Quei pochi, oggi, vengono salvati grazie all’intervento dei tanto vituperati Stati, quindi, da tutti noi. Stati, che nonostante le affermazioni medianiche, stanno annaspando per tirare fuori dal pantano, ciò che loro stessi hanno foraggiato e preservato, facendoci credere che stiamo subendo una pur difficile crisi finanziaria, ma che basteranno poche regolette per tornare alla ( loro ) normalità fra un paio d’anni al massimo. In parole povere: vogliono farci bere la storiella di un’”economia reale” sana ed altruista, vittima di una sregolata “finanza corsara”; nascondendoci, però, un particolare importante: la grande diffusione di partecipazioni azionarie delle imprese in tutti i settori della finanza e sue diramazioni.
Negli ultimi giorni, anche il più distratto lettore di quotidiani ed il voyeur dei nostrani telegiornali, avrà saputo del crollo del prezzo del petrolio e del calo di alcuni prezzi al consumo, che hanno invertito la tendenza inflazionistica degli ultimi decenni. A molti sarà apparsa una buona novella, ma sicuramente non avrà percepito nessuna enfasi nel tenore degli articoli o nell’annuncio delle notizie. Il motivo è dovuto ad un sostantivo, che terrorizza più di ogni altro: deflazione.



