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“Risorse Umane”

Il Potere ,qualunque forza ed indirizzo manifesti , deve creare un’apparenza di libertà, di autonomia di importanza nei singoli e nelle organizzazioni. Per fare ciò , istituisce corsi di formazione , di valorizzazione delle “Risorse Umane” , di gratificante autovalutazione ; allestisce chiamate referendarie per chiedere ufficialmente l’opinione di tutti sui problemi insignificanti ma di grande coinvolgimento emotivo e sentimentale
Predispone campagne d’informazione e di partecipazione sui maggiori argomenti di emotività (la violenza, la miseria, la fame ,la sofferenza, il disagio, e via piagnucolando.) Il Potere vuole il voto per dimostrare la propria magnanimità e per raggiungere questo obiettivo continua incessantemente a chiedere il parere di chiunque attraverso questionari ufficiali(consensi, gradimenti, insoddisfazioni, ipotesi di miglioramenti , ), ma questi organi preposti ,in realtà, al di là delle apparenze imbonitrici per ingenui non cercano il nostro contributo alla verità oggettiva ne’ tanto meno, alla soluzione di questo o di quel problema .Ciò che gli importa non e’ la nostra soluzione, bersi la nostra risposta
La risposta e’ la mossa che permette al Potere di cambiare di volta in volta le regole del gioco. In base alle risposte per ogni quesito posto, valutate per congruità ,per quantità statistiche,per aspettativa, per interesse , esso stabilisce come modificare il tiro, variare gli obiettivi ,alterare i percorsi sempre per raggiungere l’obiettivo prefissato indipendentemente dal giudizio espresso; e soprattutto per scegliere i fedeli servitori dell’obiettivo stesso. Scegliere i servitori e’ indispensabile al mantenimento della programmazione : agendo sul narcisismo individuale fa credere al prescelto di essere il miglior quando in realtà , in un immaginaria curva di Gauss , proprio le persone che si situano nel parametro mediano delle curva sono quelle necessariamente espulse dalla direzione. Ci vogliono delle mediocrità di buon livello , ma pur sempre mediocrità le mediocrità sono più governabili e disciplinate . Le mediocrità sono più governabili e disciplinate .Temono di perdere il posto . E per ciò cercano di lavorare in modo da accontentare i dirigenti .Questo e’ valido in qualunque campo, dalla politica al lavoro più meccanico , solo che nel campo della politica le valutazioni si sfumano nella distanza mentre nel secondo si evidenziano con particolare definizione: Il migliore atteggiamento nel lavoro sono la diligenza e la qualità , ma nei limiti della morigeratezza e della mediocrità .In realtà la nostra società poggia sui cosi detti “Ovestoidi miti”: nullità estremamente mediocri ,grigie,irrilevanti,prudenti,meschinamente puntigliose.
Colui che si astiene da ogni valutazione, che si defila da qualunque assembramento, che non lega a qualsivoglia apparato ,che si situa a mezzo della famosa curva di già citata ,non accettando la genuflessione alla mediocrità , e’ già ribelle. Lui ha deciso per il momento di essere da solo perché sa che: Uno solo per me e’ diecimila. Ma IL Ribelle non deve essere velleitario, non devo soffrire di delirio di grandezza : deve essere consapevole del proprio valore e ,con esso delle proprie limitazioni. Lui non pensa che la scelta dell’ammasso e dell’accondiscendenza possono in qualche modo valorizzarlo all’interno di un contesto di basso profilo. Lui ha superato l’idea di competizione e quella a esso legato a di gratificazione del giudizio altrui; lui e’ sganciato dall’approvazione e dal biasimo , non permette che nessuno lo assolva o lo condanni ,lo promuova o lo bocci;lui risponde soltanto alla voce della coscienza ed e’ disposto a pagare responsabilmente per avere ascoltato quella voce. La qualità ,in altre parole deriva da un sentimento interiore e da un giudizio profondo , non può essere delegata alle emozioni ,agli interessi ed alle interpretazioni di estranei che non sono suoi simili.. Tutte le valutazioni che dipendono dagli altri sono dettate da interessi e da sentimenti che esulano dalla essenzialità della dote manifestata ; tutti i cambiamenti nei giudizi sottostanno alle medesime pulsioni correnti del momento .
IL RIBELLE NON E’ BUONO NE’ CATTIVO,MA L’UNICA CAUSA DI SE STESSO
Il Potere ,qualunque forza ed indirizzo manifesti , deve creare un’apparenza di libertà, di autonomia di importanza nei singoli e nelle organizzazioni. Per fare ciò , istituisce corsi di formazione , di valorizzazione delle “Risorse Umane” , di gratificante autovalutazione ; allestisce chiamate referendarie per chiedere ufficialmente l’opinione di tutti sui problemi insignificanti ma di grande coinvolgimento emotivo e sentimentale
Tra scorciatoie e trabocchetti.

Tra scorciatoie
Al caro Amico (con la A maiuscola) che ieri mi faceva notare l’uso delle pillole colorate che Morpheus offre come possibilità di scelta, rispondo come segue.
E’ vero , la scorciatoia esisterebbe .La pillola rossa esiste, ma il suo uso avrebbe senso ,forse,solo all’interno di una comunità che ci supporti,che si prenda cura dell’inevitabile devastante crisi che ne conseguirebbe .Dov’e’ oggi la comunità capace di supporto a questa strategia????? Oggi il sogno ,lo sballo, la trasgressione ,la vacanza, la temporanea ritirata ,sono soltanto l’ora d’aria che ci rendono più sopportabile la prigionia. No dobbiamo pensare ad un cammino lungo ,che permetta di costruire una comunità vitale nel nostro mondo. Dobbiamo tessere la nostra rete di relazioni liberate prima di abbandonare i riferimenti più intimi. SI parla allora di allentare sistematicamente , giorno per giorno , la rigidità della nostra percezione . Favorendo la flessibilità , l’apertura , l’esplorazione di Sé e del mondo , tramite la RELA ZIONE.
……..e trabocchetti
Il fenomenale discorso di Ron Paul
“Signora Speaker,
Ho alcune domande per i miei colleghi.
Che cosa ne direste se la nostra politica estera del secolo passato fosse stata profondamente sbagliata e non avesse servito i nostri interessi di sicurezza nazionale?
Che cosa ne direste se ci svegliassimo un giorno e ci rendessimo conto che la minaccia del terrorismo è una prevedibile conseguenza della nostra intromissione negli affari altrui e non ha niente a che fare con la nostra libertà e prosperità?
Che cosa ne direste se il sostegno di regimi repressivi in Medio Oriente mettesse in pericolo sia gli Stati Uniti che Israele?
Che cosa ne direste se occupare paesi come l’Iraq e l’Afghanistan – e bombardare il Pakistan – fosse direttamente collegato con l’odio diretto contro di noi?
Che cosa ne direste se un giorno capissimo che perdere oltre 5.000 soldati americani in Medio Oriente dal 9/11 non è una giusta contropartita per la perdita di quasi 3.000 cittadini americani, senza contare quanti iracheni, pachistani ed afgani sono stati uccisi o dislocati?
Che cosa ne direste se infine decidessimo che la tortura, anche se chiamata “tecniche avanzate di interrogatorio,” è autodistruttiva e non produce informazioni utili – e che appaltarla ad una nazione del terzo mondo è altrettanto nefasto?
Che cosa ne direste se infine si realizzasse che la guerra e le spese militari sono sempre distruttive per l’economia?
Che cosa ne direste se tutte le spese del tempo di guerra fossero pagate con il processo ingannevole e maligno dell’inflazione e del credito?
Che cosa ne direste se infine vedessimo che le condizioni del tempo di guerra insidiano sempre la libertà personale?
Che cosa ne direste se i conservatori, che predicano il governo limitato, si svegliassero e si rendessero conto che la nostra politica estera interventista offre il più grande incentivo per espandere il governo?
Che cosa ne direste se i conservatori capissero ancora una volta che la loro unica posizione logica è di rifiutare l’intervento militare ed il controllo di un impero nel mondo intero?
Che cosa ne direste se il popolo americano si svegliasse e capisse che i motivi ufficiali per andare in guerra quasi sempre sono basati sulle bugie e sono promossi dalla propaganda bellica per servire degli interessi particolari?
Che cosa ne direste se noi come nazione realizzassimo che la ricerca dell’impero alla fine distrugge tutte le grandi nazioni?
Che cosa ne direste se Obama non avesse intenzione di lasciare l’Iraq?
Che cosa ne direste se venisse progettata una coscrizione militare per le guerre che si moltiplicheranno se la nostra politica estera non cambierà?
Che cosa ne direste se il popolo americano imparasse la verità: che la nostra politica estera non ha niente a che fare con la sicurezza nazionale e che non cambia mai da un’amministrazione a quella seguente?
Che cosa ne direste se la guerra e la preparazione per la guerra fossero una racket che serve degli interessi particolari?
Che cosa ne direste se il presidente Obama fosse del tutto in errore sull’Afghanistan e si rivelasse peggiore dell’Iraq e del Vietnam insieme?
Che cosa ne direste se la Cristianità in realtà insegnasse la pace e non le guerre d’aggressione preventive?
Che cosa ne direste se si scoprisse che la diplomazia è superiore alle bombe ed alla corruzione nella protezione dell’America?
Che cosa direste che accadrebbe se le mie preoccupazioni fossero completamente infondate: niente!
Che cosa direste che accadrebbe se le mie preoccupazioni fossero giustificate ed ignorate: niente di buono!”
Pubblicato da Paxtibi
L’attacco al diritto di sciopero
Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società.Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici
Consumismo sessuale
Ieri,su un altro blog, forse confidando troppo nelle capacità critiche della blogosfera, sono andato a prendere di mira una divinità sociale del nostro tempo: la libertà sessuale. Libertà
che oggi viene intesa come diritto alla scelta sessuale. Insomma quale diritto sancito dalla legge, come altre forme di libertà dei moderni: di parola, di pensiero, eccetera.Pertanto, oggi, chiunque osi mettere in discussione il diritto di libertà sessuale viene considerato un nemico della libertà soggettiva tout court. Fermo restando, per contro, che chi scrive resta contrario a qualsiasi repressione violenta dell’omosessualità.Detto questo, dobbiamo porci una domanda: che cosa ne è della libertà nelle società capitalistiche? In genere, nelle nostre società – società materialistiche per eccellenza – si è liberi solo attraverso il denaro. Ovviamente, per ragioni di consenso sociale, lo stato cerca di colmare il divario tra ricchi e poveri, tra liberi e meno liberi, attraverso interventi volti a mantenere tollerabile la mancanza di denaro. E ciò – ripetiamo – per rendere meno largo il divario sociale che di regola separa la proclamazione dei diritti dalla concreta effettività.
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