AL BORDO DELLA NOTTE

Racconti semiseri di un piccolo genio con lampi di imbecillita’

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MATRIX HAS YOU

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LibertaThe Matrix e’ il titolo di un film di culto della Warner Bros. E’ancora una volta la storia di un’umanità colonizzata e spersonalizzata da una entità aliena. Un genere fantascientifico catastrofico che ha avuto molto successo in America ,nel periodo storico in ci la minaccia comunista faceva ancora  parte del sistema terrifico di riferimento, pompato dai media. Nell’anno della sua produzione ,la minaccia comunista tuttavia e’ già scomparsa sostituita dal RADON domestico, dall’AIDS , dal TERRORISMO. Il sistema non può fare a meno di una minaccia di riferimento . Stato e mercato ne soffrirebbero troppo. Questa volta la minaccia paventata e’ particolarmente sensibile nell’immaginario collettivo. L’entità aliena, identificata nella tecnologia stessa, colpisce nel segno non tanto per gli effetti speciali, ma perché l’incubo dell’intelligenza artificiale che prende il totale controllo dell’umanità fa veramente parte del nostro orizzonte culturale emotivo. La storia bene o  male la conoscete tutti.Gli umani ridotti a meno che schiavi vivono la propria esperienza di vita all’interno di una realtà virtuale interattiva, senza la possibilità di comprendere la verità e di ribellarsi. Ma esiste un gruppo di uomini Ribelli. Morpheus. Il loro capo spiega a Neo, il neofita che: Matrix e’ il mondo che ti e’ stato messo d’avanti agli occhi per nasconderti la verità…che sei un schiavo…..che vivi in una prigione senza sbarre…….una prigione per la mente. Neo, e’ un hacker, uno spirito ribelle. perfettamente inserito nel sistema , di notte lo viola, lo esplora , spinto da un impulso di trasgressione e di ricerca insieme, che lo porta ad incontrare un messaggio che non può essere decifrato dalla mente , ma solo da un istinto profondo e irrazionale.Un livello di percezione dove sopravvive, debolissima, la consapevolezza della verità. La stessa sensazione che avvertiamo noi, forse, entrando nel flm. Abbandonando pregiudizi e razionalismi.

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Written by faberex

23 Settembre 2009 alle 18:39

l’ombra di un partito

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Le dimissioni di Walter Veltroni che dopo 16 mesi abbandona la guida del PD, all’indomani della cocente sconfitta nelle elezioni regionali in Sardegna, rappresentano per molti versi il veltroni_sconfittaterminale inevitabile di una pessima operazione di “marketing politico”, iniziata con l’ormai famoso discorso d’investitura tenuto al Lingotto di Torino e naufragata mese dopo mese, elezione dopo elezione, fino ai disastrosi risultati che sono ormai sotto agli occhi di tutti.

Il totale sfascio di un progetto politico come quello del PD si presta naturalmente a molte chiavi di lettura e per forza di cose non può essere attribuito unicamente alla leadership di Veltroni, così come alla notoria propensione ad accapigliarsi fra loro manifestata dalle molteplici correnti del partito. Senza dubbio Veltroni non ha mai dato l’impressione di avere il carisma e l’autorità necessaria per guidare una formazione politica scarsamente omogenea e perennemente in balia delle lotte di potere, ma l’intera “operazione PD” è parsa fin da subito una scommessa persa, che sembra quasi nata con il fine di creare i presupposti della sconfitta.

Il PD fin dal momento delle primarie farsa, create per eleggere un segretario già eletto da tempo, …… è sempre stato un partito ombra. Un partito impegnato a scimmiottare ora berlusconi, ora il modello americano, totalmente incapace di assumere delle posizioni politiche alternative rispetto a quelle del proprio avversario. Un partito con la velleità di essere vicino ai lavoratori, ma anche a Confindustria, amico dell’ambiente ma anche dei cementificatori, difensore dei giudici ma anche di chi attacca i giudici, preoccupato per gli italiani che non arrivano a fine mese ma anche per gli interessi di chi costruisce profitto sulle loro spalle, favorevole alla pace ma anche alle missioni di guerra. Tutto ed il contrario di tutto, all’interno di un minestrone proposto sulle note orecchiabili di “Yes we can” e totalmente privo di contenuti, appiattito sugli intoccabili dogmi del neoliberismo, arrancando sul terreno di Berlusconi per ritrovarsi, come un’ombra, sempre un metro indietro rispetto al proprio avversario.

Dopo le elezioni e la sconfitta elettorale il PD ha continuato la propria parabola discendente anche all’interno del Parlamento, manifestandosi completamente incapace di abbozzare una qualche forma di opposizione e finendo per calarsi ogni giorno di più nel ruolo di partito ombra della maggioranza, funzionale a validare le scelte, spesso scellerate, portate avanti dall’esecutivo. Mai durante quasi un anno il partito di Veltroni è stato pervaso da un qualche moto di orgoglio, mai è riuscito a trovare argomenti per contrastare l’azione del governo che prescindessero dalla sterile diatriba di facciata, mai ha tentato di farsi interprete del profondo malessere che attraversa larga parte dell’opinione pubblica. Perfino Antonio Di   Pietro, la posizione del cui partito è da sempre allineata con gli interessi dei poteri forti, grazie all’ombra esercitata dal PD, ha trovato il modo di emergere in parlamento come l’unico partito di opposizione, dal momento che anche qualche svogliato mugugno finisce per sembrare un urlo qualora proferito nel silenzio più assoluto.

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Written by faberex

24 Febbraio 2009 alle 00:57

Walterone,walterone

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Si è consumata l’ennesima tragedia – farsa in salsa pieddina e centrosinistrese : Veltroni non c’è più… inteso come leader. Poverino ! Adesso piange e , pur prendendosi le sue responsabilità per l’andamento non brillante del PD , si lamenta della mancanza di solidarietà interna al “partito”. Il PD non è il partito che aveva sognato e finalmente abbiamo la prova incontrovertibile che il nostro Walterone dormiva e sonnecchiava di brutto… Sognava Obama , ma l’uomo nero aveva il volto di D’Alema o , forse , le fattezze più gradevoli di Rutelli. E’ il coronamento del fallimento completo di una strategia di per sé fallimentare o , meglio , dell’assenza di una autentica strategia.

Il nostro ha tolto ogni residua credibilità a Prodi mentre governava , si è sbarazzato della sinistra sgomberando , in pratica , la sua disturbante presenza in Parlamento , ha costruito una non alleanza con Di Pietro che si è rivelata presto essere una competizione elettorale fuor dalle elezioni , ha giocato la carta , presto naufragata , della collaborazione con Berlusconi tramite il governo ombra. Come se non si avesse esperienza più che decennale su quale significato potesse avere la parola “collaborazione” nel vocabolario berlusconiano ! Pure i nodi del PD sono rimasti irrisolti soprattutto sulla questione della laicità dello Stato e , quindi , l’aspetto assolutamente non secondario della collaborazione con i radicali e i pannelliani. In tutta sincerità bisogna pure aggiungere che il nostro non è imbrocca una , neppure i tempi e i modi delle sue dimissioni…

Invece di prendere atto della sconfitta sarda e prendersi carico di una svolta per il futuro del “partito” , il nostro Walterone opta per la comoda scelta delle dimissioni come per levarsi dalle spalle un fardello percepito come insopportabile. Nessuna reale considerazione sull’opportunità del suo gesto : in fondo è passato poco più di un anno dalla sua investitura… Quale mai può essere il grado di affidabilità di un organizzazione politica che fa e disfa leader con la velocità del salto di un tappo di champagne ? Ed è qui che il nostro ghiro Walterone dimostra una volta di più di non avere la tempra e la stoffa del leader , e neanche l’intelligenza politica. Continuerà ad avere un ruolo di primo piano per quanto riguarda il settore culturale e dello spettacolo e il veltronismo , declinazione soft del berlusconismo , sopravvivrà agli insuccessi di Veltroni. Più travagliata , la gestazione del PD , il non partito… Chi la spunterà ? Massimo D’Alema e i suoi seguaci che tentano di riallacciare i rapporti con Bertinotti e l’area della sinistra ora extraparlamentare o la frenesia “vaticana” di Rutelli e gli altri ? Sarà questione di contenuti o pura faccenda di poltrone ? Chi vivrà vedrà…

Written by faberex

21 Febbraio 2009 alle 13:11

Disaffezione politica

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La classe dei politici, quella da molti definita «la casta», si è recentemente lamentata della galoppante «disaffezione dalla politica» da parte della pubblica opinione. E, a conferma di questo malessere, hanno preso le mosse manifestazioni popolari di rifiuto dei partiti e delle loro classi dirigenti. Su tutto ciò si è sviluppato un dibattito variopinto e vivace. Sarebbe,

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per taluni, colpa del distacco del «palazzo» dalla società reale; per altri dell’inflazione di partiti, partitini e cartelli elettorali che, nonostante il tanto sbandierato bipolarismo, infestano la scena politica; per altri ancora della legge elettorale che conduce fatalmente a maggioranze incerte e zoppicanti.

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Written by faberex

18 Febbraio 2009 alle 00:50

La “Grande Democrazia”

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Da sempre la “democrazia” americana ci viene indicata come un modello. Negli ultimi vent’anni i riferimenti a questo modello sono divenuti ossessivi. Bipartitismo, alternanza, zio-samspirito bipartisan sono diventate le parole obbligate del politicamente corretto. E siccome per gli americani di casa nostra la “democrazia” coincide (e, soprattutto, si esaurisce) nel voto, ossessivi sono diventati i richiami a quel sistema elettorale. Attenzione!, questo è avvenuto soprattutto nel campo della sinistra: Occhetto promosse con Segni il sistema maggioritario uninominale, mentre Veltroni è stato il primo leader di partito ad essere stato incoronato con le primarie. Ed è proprio seguendo la traiettoria che va dallo scioglimento del Pci alla nascita del Pd che si ritrova tutto l’armamentario e la terminologia di derivazione americana. Siccome a costoro l’America non bastava, hanno voluto scimmiottare anche la Gran Bretagna, dotandosi di un ridicolo “governo ombra” al quale, ovviamente, nessuno ha mai prestato attenzione. Ma torniamo agli Usa, dove si voterà tra tre giorni, per vedere, per punti, come funziona concretamente il sistema elettorale dell’impero a stelle e strisce.

Chi elegge il presidente?

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Written by faberex

1 Febbraio 2009 alle 14:07