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La legge universale

Che la tendenza in atto fosse quella della dissoluzione della sovranità nazionale era cosa che si sapeva da tempo . Che tale dissoluzione potesse subire le accelerazioni che sta subendo nelle forme paradossali oramai sotto gli occhi di tutti , questa era cosa meno immaginabile . Come altrettanto poco immaginabile era l’ inconsistenza e la forma del sistema globale che va a prendere il posto di quello fondato sul rapporto tra stati totalmente sovrani,. In questi giorni si celebrerà un altro anniversario della Carta dei diritti universali ( e se la memoria non mi inganna dovrebbe essere il 61°) per eccellenza. Ne abbiamo ormai un centinaio sottoscritte dalla totalità dei paesi occidentali e da qualche paese del terzo mondo e quarto mondo in vena di allegria. Ci sono carte dei diritti per tutti: per le donne, per i bambini, per le tartarughe, per i gay, per gli esuli, per i perseguitati………Ma la carta che sancisce la punizione dei crimini contro l’umanità nei termini e nei modi previsti è da considerarsi uno degli elementi fondamentali per la distruzione progressiva della sovranità nazionale , un’arma potentissima in mano agli artefici del modello di sviluppo planetario in atto e mascherata da buoni sentimenti , dai buoni principi , dal valore della democrazia. Voluta dai vincitori del secondo conflitto mondiale , la magna “Charta dei Diritti dell’umanità” , come era ovvio che fosse , consente la sua applicazione in modo del tutto selettivo e discrezionale. Rispetto all’umanità intera questa magna Charta è stata voluta e varata da una assoluta minoranza per mano dei rispettivi governi e non è mai stata sottoposta ad alcun suffragio universale .Cioè nessuno l’ha ratificata e, dati i principi ispiratori che ne stanno a fondamento , se mai fosse stata sottoposta ad una votazione universale sarebbe stata bocciata con percentuali stratosferiche .Ma la Charta è stata varata e si è imposta. Ad ispirarla , manco a dirlo , gli Stati Uniti , che solo qualche mese prima avevano sganciato un paio di bombe atomiche del tutto inutili e superflue pure nella logica della moderna guerra di massa che prevede l’annientamento totale e generalizzato non solo dell’esercito avversario ma della popolazione che tale esercito esprime. Nessuno ha mai considerato nella sua portata l’utilizzo di quelle bombe sganciate su città dove non era presente nessun obiettivo militare. SI sapeva e si voleva colpire la popolazione civile. Esattamente come avvenne per i bombardamenti al fosforo andati avanti senza tregua per giorni e giorni su città di sfollati come Amburgo e Dresda dove il numero delle vittime –esclusivamente donne e bambini vecchi e feriti fu superiore a quello dei bombardamenti atomici. Lasciamo perdere il trattamento subito dai prigionieri di guerra a guerra conclusa da un pezzo ( nella sola Germania più di un milione di morti) I governi dei vincitori , a guerra finita ,potevano essere spietati o benevoli con i vinti. Cosi come accadde da sempre. Scelsero di applicare la legge in nome della democrazia
RAZZISMO ILLUMINATO
Rispondo volentieri alle obiezioni che mi sono mosse da alcuni corrispondenti in merito al mio precedente intervento sulle origini illuministe del razzismo moderno e l’involontario contributo di Darwin a tali teorie.
Preciso subito che nel mio pezzo non ho inteso mettere in discussione l’evoluzionismo sulla cui validità o meno mi riprometto, da ex insegnate di chimica e biologia, di intervenire in un secondo momento.
Lo scopo era quello di evidenziare ciò che si tenta, per pudore o per convenienza ideologica, di nascondere, ossia che il razzismo moderno, la schiavitù americana e la successiva segregazione razziale, il neocolonialismo, l’eugenetica e il mito della superiorità ariana non sono incidenti della storia o il frutto di qualche mente bacata, ma la naturale conseguenza dell’applicazione di talune dottrine filosofiche, maturate all’interno del pensiero illuminista che, a partire dal XVII secolo, si imposero in tutta Europa e da qui al nuovo mondo.
Senza il sostegno dei filosofi e ricercatori illuministi difficilmente sarebbero state accettate la schiavitù americana, il genocidio dei pellirosse, la sottomissione delle popolazioni africane e la ripresa della persecuzione ebraica ad opera del regime hitleriano.
Voltaire, comunemente definito come il padre della democrazia, era azionista di una delle maggiori compagnie atlantiche specializzate nella tratta dei neri. Neri che, secondo l’anatomista inglese Edward Tyson, rappresentano l’anello di congiunzione tra la scimmia antropomorfa e l’uomo.
Cesare Lombroso, padre dell’Antropologia Criminale e strenuo assertore del Darwinismo Sociale, nel 1876 pubblicò “L’uomo delinquente”, saggio in cui affermava che i criminali portano in sé tratti anti-sociali dalla nascita, per via ereditaria e che i loro caratteri degenerativi, che li differenziano dall’uomo normale e socialmente inserito, sono manifesti nella loro struttura fisica. Fu di conseguenza un convinto sostenitore della pena di morte per i criminali e dell’eugenetica per i disadattati al fine di bloccarne la discendenza. L’aspetto singolare è che il Lombroso, che oggi non esiteremmo a definire razzista, nasce da una facoltosa famiglia ebraica a conferma di come la sua convinzione scientifico-razzista fosse talmente forte da fargli dimenticare la sua origine.
In epoca illuminista sorsero addirittura nuove scienze a sostegno del razzismo biologico come la frenologia e la fisiognomica tese a dimostrare lo stretto legame tra l’aspetto fisico, ed in particolare la struttura del cranio e l’angolo facciale, e le qualità psichiche e la personalità dell’individuo. La bellezza ariana era, infatti considerata sinonimo di forza spirituale e potenza generatrice.
Un capitolo a parte riguarda lo schiavismo considerato dagli alfieri dell’illuminismo come un’impresa salutare, che acquisiva un ruolo civilizzatore nella storia dell’Africa: la tratta avrebbe allontanato dal Continente nero dei pagani primitivi e ignoranti per inserirli in un Occidente progredito e per di più cristiano. Anche il neo colonialismo è visto positivamente in quanto avrebbe portato in quelle terre l’influenza civilizzatrice degli euro-americani.
La tratta degli schiavi raggiunse in America i massimi livelli nel 1750 con oltre 800 mila “importazioni”. Nei primi anni del secolo successivo l’America, vietò questa pratica, ma lo fece in maniera truffaldina e senza mettere in discussione il principio razzista, infatti, aggirò l’ostacolo adottando una politica a favore della natalità dei neri presenti sul suolo americano. Così da importatori di schiavi l’America si trasformò improvvisamente in un paese di “allevatori di schiavi”. I figli degli schiavi, infatti, mantenevano tale condizione. La schiavitù in America fu definitivamente abolita solo nel 1865 con il 13° emendamento, ma non la segregazione razziale che rimase in vigore fino ai primi anni sessanta. Interessante notare che negli stessi anni in cui la schiavitù veniva abolita lo sterminio delle popolazioni pellirosse veniva invece intensificato e avallato a dimostrazione di come le teorie della supremazia della razza bianca provenienti dal vecchio continente si fossero ben radicate nella cultura americana.
La schiavitù dei neri era praticata e tollerata anche nei secoli precedenti, ma è con l’affermarsi delle teorie illuministe che gli viene dato un supporto scientifico ed una spinta morale.
In Europa, durante e dopo la fine del regime hitleriano, la selezione eugenetica fu accolta e pratica per lungo tempo. La Svezia, ad esempio, negli anni trenta inviò in Germania una delegazione del suo Parlamento per studiare la legislazione razziale tedesca e, insieme a Norvegia e Danimarca, attuò una politica eugenetica che portò tra il 1934 e il 1976 alla sterilizzazione coatta di oltre 106.000 persone, in prevalenza donne – disadattate, con problemi psichici o zingare – ritenute geneticamente pericolose per la purezza della razza (Gianni Moriani “ il secolo dell’odio” ed. Marsilio Padova, 1999). Tralasciamo il caso dei Paesi segregazionisti come la Rhodesia ed il Sudafrica la cui politica di separazione e sfruttamento degli indigeni fu attuata dai colonizzatori europei in virtù del mandato morale derivante dalle teorie illuministe.
Mi si può obiettare che fu grazie all’illuminismo e al mito della “Dea Ragione” che è nata la democrazia dei partiti. E’ vero, ma è altrettanto vero che fu battezzata nel sangue della rivoluzione francese, fra teste mozzate, massacri di cristiani in Vandea e terrore giacobino. Nulla da invidiare alle peggiori dittature del secolo scorso.
In conclusione: Rosemberg, il teorico nazista della superiorità ariana, è stato giustamente condannato dalla storia, ma non i suoi illuminati maestri.
Hitler per la persecuzione ebraica e Mussolini per le leggi razziali sono stati anch’essi giudicati dalla storia, ma non l’America per aver massacrato 10 milioni di pellirosse e per aver ridotto in schiavitù 14 milioni di neri.
Non sarebbe il caso di tirare fuori qualche scheletro dall’armadio prima di ergersi a maestri di democrazia e civiltà?
Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Excalibur – Varese
Democrazia dei Cittadini
Un viaggio tra gli esempi di democrazia diretta e partecipativa che si sono sviluppati e che funzionano con successo ne mondo: la democrazia diretta in Svizzera, la democrazia diretta in California e in 23 stati degli USA, lo strumento della revoca degli eletti in Svizzera, USA, Venezuela e Colombia, le assemblee cittadine (Town Meeting) delle piccole città della costa est degl USA, l’introduzione della democrazia diretta in Baviera nel 1995 ad opera dei cittadini, l’introduzione della democrazia diretta ad Amburgo, l’acquisizione da parte dei cittadini delle reti elettriche tramite referendum nella città di Schoenau, la scrittura ex-novo di uno statuto comunale da parte dei cittadini a Chelsea (USA), la lunga marcia di Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano per realizzare una legge sulla democrazia diretta efficace, il referendum autogestito della Val Pusteria, i referendum per abolire il quorum dai referendum a Rovereto e a Vicenza, la storia e il funzionamento del Bilancio Partecipativo, come realizzare un PRG con la partecipazione dei cittadini, la legge sulla partecipazione della Regione Toscana, il Debat Public sulle grandi opere in Francia, il Dialogo con la Città di Perth, le caratteristiche innovative del voto postale e del voto elettronico, i sistemi per coinvolgere i cittadini nelle scelte con metodi deliberativi, l’assemblea dei cittadini per la riforma elettorale del British Columbia (Canada), le innovazioni nelle consultazioni, le giurie dei cittadini, i sondaggi informati, le consensus conferences, le barriere alla partecipazione effettiva, i difetti della democrazia rappresentativa.
Editore: Troll Libri
Prezzo: Euro 15,00
Omologazione ?
Tutte le indagini e le critiche del fenomeno definito con il termine di << omologazione>>, partono con strumenti spuntati e con dispositivi ormai logorati
dalla retorica e dall’approssimazione .il teatrino delle novità persegue con metodico fallimento lo studio dell’economia , della politica, dell’immigrazione delle nuove povertà, della giurisprudenza internazionale , dei diritti planetari, delle pari opportunità interetniche , e di quanto e’ meccanico e vegetativo nei rapporti dell’uomo con se stesso e con il mondo circostante. Come nell’approccio medico e pscicologico gli interventi mirano alla manutenzione del corpo e al massimo al riassestamento della psciche malata con esclusione della parte sana dell’anima e della compressione dello spirito , cosi nelle parti definibili genericamente socio-politiche gli orientamenti di analisi e gli interventi sono limitati agli apparati organizzativi e burocratici , con la precauzione di non fare penetrare il giudizio nella ferita più drammatica del processo di dissoluzione in corso. Possiamo allora parlare di Psicofobia , odio per la paura dell’anima ,paura del confronto con l’anima,etnocidio dell’anima, E PER ANIMA INTENDO PSICHE non certo quella contrabbandata dai piazzisti vaticani. Da oggetto della decadenza dell’uomo e dei popoli , l’anima deve trasformarsi in strumento di rivincita e di ascesa degli stessi .Per ottenere cio’, bisogna dare all’anima una sua precisa funzione , attraverso la determinazione del significato del suo esistere.Proviamo a darle un indirizzo,confrontiamola con la democrazia.
L’attacco al diritto di sciopero
Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società.Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici


