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G20
Lo scopo della riunione era quello di trovare una soluzione alla crisi finanziaria globale, con la partecipazione dell’UE e dell’FMI, sotto gli auspici del governo britannico, con il Primo ministro Gordon Brown, oste dell’avvenimento.Quali sono le soluzioni proposte?
Le soluzioni proposte non modificano affatto i meccanismi finanziari esistenti dell’economia mondiale. Anzi, molti degli autori delle proposte del G20 sono gli stessi ideatori del programma neoliberista degli ultimi 2o anni.
I salvataggi delle banche continuano, ma adesso la novità è che l’FMI assumerà un ruolo centrale predominante per stanziare le liquidità nella “economia reale”, in realtà, sotto forma di prestiti da parte del FMI ai governi.
L’importo stanziato al FMI– elevatissimo – è pari a 750 miliardi di dollari: le agenzie diranno che sono soldi per aiutare i paesi in via di sviluppo, per alleviare la povertà, per garantire una ripresa di quei paesi.
Ma dobbiamo capire, innanzitutto, che la maggior parte dei paesi destinatari sono già strangolati da un debito estero impossibile da rimborsare. Invece di proporre di eliminarlo o di cancellarlo, al contrario si propone che essi continuino a pagare il debito e che l’FMI faccia in modo che mantengano i rapporti con i creditori internazionali.
Come funziona?
L’FMI riceverà la somma di 750 miliardi di dollari dai suoi membri, in particolare dai maggiori azionisti che sono USA, Giappone, GB, FR ecc. e poi andrà dai paesi indebitati del terzo mondo che per gli ultimi 30 anni hanno dovuto attuare programmi di aggiustamenti strutturali chiamati “medicina economica pesante”.
E dirà: “con queste nuove agevolazioni FMI per affrontare la crisi globale e le sue conseguenze, vi presentiamo un prestito di 2 miliardi di dollari, per aiutarvi ad affrontare la principale causa della recessione e riassettare l’economia del paese”.
Ma quel determinato paese è già pesantemente indebitato e deve già onorare il servizio del debito di 4 miliardi dollari l’anno e l’FMI farà la cosa seguente: presta 2 miliardi al paese, che deve rimborsarne 4 ai suoi creditori internazionali, “dammi due e mi devi ancora due!”.
E quello che ha fatto essenzialmente l’FMI per più degli ultimi vent’anni, prestare denaro con alcuni trucchi contabili per il rimborso, denaro fittizio, un’operazione cartacea, nuovi prestiti per rimborsare vecchi debiti e, in cambio, impone l’attuazione di una serie di riforme, per riassettare i conti, “consolidarli”, ecc. ecc. per la ripresa economia, e la ristrutturazioni del settore pubblico, misure di austerità, privatizzazioni e così via dicendo.
Questi prestiti, di 750 Mld di dollari, non sono mai erogati senza le cosiddette “condizionalità”, ai paesi indebitati che in cambio dovranno attuare un’altra serie di privatizzazioni. Tenete presente che questa politica è andata avanti per molti anni e considero che espandendo il ruolo del FMI, pià potere pià fondi, gli si consente d’imporre una dose maggiore e letale della sua medicina economia rispetto ai periodi precedenti nella storia FMI. L’FMI non ha mai erogato prestiti per finanziare progetti dell’economia reale, che è prerogativa della Banca Mondiale. L’FMI ha sempre prestato denaro per il cosiddetto sostegno alla bilancia dei pagamenti. Ha sempre prestato per aiutare le bilance di pagamento, denaro che entra e che esce, mai per finanziare progetti reali economici e di sviluppo sociale, non ha un mandato in questo senso, e il meccanismo che ho illustrato sta a dimostrare che è una rete di sicurezza per i creditori. E’ molto simile al bail out. Denaro che va al governo dei paesi in via di sviluppo che lo gira alle banche.
Questi soldi, in realtà, 750 miliardi dollari, un importo esorbitante, finiscono nelle tasche dei creditori di Wall Street, è quello che succede esattamente. Lo prestiamo al Brasile, o a quei paesi indebitati, anche ai membri del G20 che sono indebitati, Indonesia, Brasile. E poi loro li usano per rimborsare il debito, anche se devono mettere dei loro fondi, ma possono così legittimare il rapporto debitorio, possono non dichiarare bancarotta, e poi i fondi ritornano alle banche.
Che cosa è l’inflazione?

La massiccia commistione di denaro ‘reale’ e denaro creditizio ha delle conseguenze di tale portata sul sistema economico odierno che è assolutamente doveroso illustrarne almeno gli aspetti fondamentali. L’inflazione è sicuramente uno delle conseguenze derivate da questo tipo di sistema monetario che viene spesso mistificato dai media e dalle fonti più autorevoli ed ufficiali. Questo ancora una volta avviene per nasconderne il suo vero significato e natura. Se infatti si va a cercare in un dizionario la definizione di inflazione si troverà che per inflazione si intende:
Un abnorme aumento del credito e moneta circolante rispetto a le merci ed i servizi presenti sul mercato, che determina un forte e persistente rialzo del livello dei prezzi8. Questa è sicuramente la definizione più consolidata e convenzionale di inflazione. Il problema ‘Un abnorme aumento del credito e moneta circolante’ viene solitamente abbinato ad un effetto cioè il ‘forte, persistente rialzo del livello dei prezzi’. Per capire perchè questo tipo di assunzione sia fuorviante è necessario soffermarsi un attimo sull’effetto dell’inflazione e cioè ‘un generale aumento del livello dei prezzi’,in quanto questa è l’essenza del problema. Dato che il prezzo di qualsiasi cosa è un’espressione del suo valore, che a sua volta dipende dal denaro utilizzato per dargli valore e quindi un prezzo, ne consegue che un aumento di prezzi si può manifestare in due modi. Il primo può essere dovuto al fatto che la gente attribuisca maggior valore ad una merce, il secondo invece può scaturire dal fatto che la gente attribuisca meno valore ai soldi. Nel primo caso, condizioni circostanziali del rapporto tra domanda e offerta possono determinare un aumento di prezzo di certe merci o beni primari. Quando invece si ha un generale e simultaneo aumento del livello dei prezzi della maggior parte delle merci e servizi presenti nel mercato, questo è il riflesso di un deprezzamento del denaro. In altre parole i venditori chiedono più soldi perchè ogni unità di denaro vale meno di quanto valesse prima. Questo significa quindi che l’inflazione altro non è che un generale e simultaneo aumento dei prezzi causato da una svalutazione/deprezzamento della moneta. Tuttavia questo deprezzamento è dovuto non solo dalla quantità di denaro in circolazione ma è determinato anche (e soprattutto) dalla base sulla quale quel denaro è stato emesso (ossia la sua qualità).
Le banche centrali sono delle s.p.a.
Benché la maggior parte delle banche centrali nazionali siano ritenute proprietà dello stato, la verità è che sono delle agenzie di credito private, istituite con il solo scopo di
massimizzare i profitti dei loro azionisti. I due casi più eclatanti di quest’anomalia a norma di legge sono sicuramente la Federal reserve bank (banca centrale nazionale americana) e la banca d’Italia ( vedi tabella). Da queste due premesse deriva una scioccante rivelazione. Tutto il denaro in circolazione è gravato da debito ancora prima che arrivi nelle casse dello stato e venga accettato ed utilizzato dai suoi cittadini. Infatti, quando lo stato chiede in prestito una data massa monetaria, supponiamo 100 bilioni di euro, la banca centrale, stampa ed emette 100 bilioni in banconote di tagli diversi (5,10,50,100, ecc) spendendo 0,30 centesimi di euro a taglio. Questi pezzi di carta sono senza valore al momento della loro emissione perchè non garantiti da collaterale (oro), ma vengono prestati per il loro valore facciale (ovvero 100 bilioni) allo stato. La banca centrale non si comporta quindi come una normale tipografia, ma come un’effettiva agenzia di credito. La differenza fra il costo di stampa ed il valore facciale delle banconote viene, di fatto, incamerato dalla banca centrale.
Lo statuto del 1948, controfirmato da Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi, afferma che la Banca d’Italia è un Ente pubblico, e l’art. 3 sancisce che la maggioranza debba essere pubblica e i soci che compongono la maggioranza debbono essere a loro volta a maggioranza pubblica
E’ crisi per le assicurazioni
Come anticipato, la crisi bancaria mondiale è ormai giunta al punto di non ritorno. Il problema del default sul debito di molti paesi dell’ex blocco sovietico è stato l’argomento
principale dell’ultimo vertice dei ministri delle Finanze Ue a Berlino ma i 200 miliardi che dovrebbero giungere dal Fondo Monetario Internazione, come annunciato dal premier britannico Gordon Brown, non si sa come e quando arriveranno. Resta irrisolto il nodo dell’Irlanda (70 miliardi di debito e 350 punti basi sui credit default swaps, praticamente un morto che cammina), il cui fallimento innescherebbe un effetto domino sugli altri paesi dell’area euro a forte indebitamento: Grecia, Italia, Gran Bretagna e Spagna.
James 3monti bond
Allora vediamo un pò…..bond che cosa vuol dire questa strana parola …..facciamo un po’ di chiarezza, L’obbligazione (spesso chiamata con il termine inglese bond) è un titolo di
credito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al possessore il diritto al rimborso del capitale più un interesse Detto in parole povere aiuti statali camuffati con questa stranissima parola….. ciò cosa vuol dire che le banche a dispetto dell’opinone pubblica (che del resto non sà e non deve sapere nulla) sono state Nazionalizzate .


