Posts Tagged ‘banche’
Le banche centrali sono delle s.p.a.
Benché la maggior parte delle banche centrali nazionali siano ritenute proprietà dello stato, la verità è che sono delle agenzie di credito private, istituite con il solo scopo di
massimizzare i profitti dei loro azionisti. I due casi più eclatanti di quest’anomalia a norma di legge sono sicuramente la Federal reserve bank (banca centrale nazionale americana) e la banca d’Italia ( vedi tabella). Da queste due premesse deriva una scioccante rivelazione. Tutto il denaro in circolazione è gravato da debito ancora prima che arrivi nelle casse dello stato e venga accettato ed utilizzato dai suoi cittadini. Infatti, quando lo stato chiede in prestito una data massa monetaria, supponiamo 100 bilioni di euro, la banca centrale, stampa ed emette 100 bilioni in banconote di tagli diversi (5,10,50,100, ecc) spendendo 0,30 centesimi di euro a taglio. Questi pezzi di carta sono senza valore al momento della loro emissione perchè non garantiti da collaterale (oro), ma vengono prestati per il loro valore facciale (ovvero 100 bilioni) allo stato. La banca centrale non si comporta quindi come una normale tipografia, ma come un’effettiva agenzia di credito. La differenza fra il costo di stampa ed il valore facciale delle banconote viene, di fatto, incamerato dalla banca centrale.
Lo statuto del 1948, controfirmato da Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi, afferma che la Banca d’Italia è un Ente pubblico, e l’art. 3 sancisce che la maggioranza debba essere pubblica e i soci che compongono la maggioranza debbono essere a loro volta a maggioranza pubblica
Tally Sticks
In Inghilterra, Re Enrico Primo inventò una forma di denaro basato su dei stecchetti di legno intagliati. Questi pezzi di legno venivano divisi in due parti uguali e segnati con delle
tacche che ne rappresentavano il valore. Una parte veniva messa in circolazione, mentre l’altra rimaneva nelle mani del Re (per evitare contraffazione). Re Enrico Primo avrebbe potuto utilizzare qualsiasi cosa come denaro, a condizione che la gente avesse accettato questa nuova forma di soldi come moneta corrente legale. Per favorire la loro circolazione il Re rese i pezzi di legno (appunto i Tally Sticks ) buoni per il pagamento delle tasse, creando così una domanda interna e rendendoli proprietà desiderabile. Re Enrico Primo era ben conscio dei pericoli che i cosiddetti money changers , ossia gli usurai del denaro, rappresentavano per la monarchia. Questo sistema era stato quindi basato su un criterio fondamentale. Era denaro privo di debito e d’interesse la cui quantità poteva essere direttamente regolata dal Re secondo le esigenze di mercato. Per quanto inusuale possa sembrare utilizzare dei pezzi di legno come denaro, bisogna ricordare che i Tally Stick funzionarono benissimo e furono di buon grado accettati dalla popolazione. Lo dimostra il fatto che i Tally Sticks vennero utilizzati per 726 anni!!!.
Riprendersi l’anima
Dal gruppo di discussione di Centrofondi http://groups.google.com/group/centrofondi?hl=it by Irene

Io consiglierei guardare alla storia, anche a quella antica. Per capire il sistema bancario corrente bisogna rifarsi ai Babilonesi .. eh si, le nostre banche le hanno inventate in Iraq! Nel 18esimo secolo AC, a Babilonia c’e’ stata la prima crisi creditizia di cui si abbia traccia. Allora i contadini depositavano grano in silos governativi e ottenevano certificati di deposito in compenso. Questi certificati poi sono diventati moneta di scambio per tutto il resto. Coloro che gestivano i certificati si sono poi tramutati in banchieri e hanno cominciato a prestare con interessi, usando un sistema di riserva frazionaria. Il problema e’ che si e’arrivati dopo un po’ di tempo a una situazione in cui l’ammontare di debito superava il grano disponibile. Allora re Rim-Sin decise di decretare il perdono dei debiti. Il suo motivo era militare:
nell’esercito lui arruolava solo contadini possidenti terrieri, non schiavi. Non voleva quindi rovinarli tutti e costringerli a vendersi. I banchieri cosi’ fallirono. Le crisi creditizie in Iraq poi continuarono a ripetersi, seguiti da perdoni periodici, eccetto che i tassi di interesse si innalzarono. I banchieri irakeni non la mandarono giù facilmente e se ne andarono a cercar fortuna in Egitto. Lì ripeterono lo stesso trucco e dominarono per 1500 anni con molte dinastie di faraoni, fino alla venuta di Alessandro il Macedone. La storia si trova addirittura raccontata nella Bibbia. Un certo Giuseppe che lavorava per il faraone gestiva i silos e creò una crisi creditizia simile a quella Irakena. Eccetto che la conclusione questa volta fu diversa: alla fine, i contadini dovettero vendersi come schiavi per poter mangiare. Quando io ho studiato Cicerone e le filippiche contro Catilina, mi ero convinta che Catilina fosse questo sciagurato traditore. Una cosa che pero’ mi era sfuggita completamente, forse perche’ non me lo avevano detto, e’ che a quei tempi, attorno al 60 AC, a Roma c’era una crisi creditizia. Le famiglie patrizie avevano preso molti soldi in prestito offrendo le proprie case e possedimenti agricoli come collaterale. L’ammontare del debito accumulato poi e’ arrivato a superare di gran lunga l’ammontare di denaro circolante, a causa ovviamente della crescita esponenziale dovuta agli interessi. Cosi’ Catilina si presentò alle elezioni sostenendo un programma di perdono del debito. I banchieri romani erano ovviamente di origine babilonese-egiziana-greca e lui diceva, beh facciamo un bel perdono come a Bagdad e salviamo la repubblica. Ovviamente questo ai banchieri non piaceva affatto. Cosi’ e’ venuto l’impero, i patrizi dovettero vendersi come schiavi, e riscrissero la storia. Poi vennero i rinascimentali, con la ricerca della pietra filosofale che trasforma piombo in oro… La pietra filosofale era nient’altro che la stampa di moneta. I Medici lo capirono e si arricchirono. Eccetto che poi regnanti stranieri li misero sul lastrico, rubandogli effettivamente la pietra filosofale e rilegando l’Italia alla provincia culturale per 4-5 secoli.
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La Repubblica delle Banche
Da anni Elio Lannutti combatte le truffe e gli abusi compiuti dalle banche ai danni degli italiani. Fondatore dell’Adusbef, una delle più autorevoli associazioni di tutela dei consumatori
specializzata nel settore bancario, finanziario e assicurativo, è ormai pubblicamente riconosciuto come il paladino dei risparmiatori.Da un’esperienza profonda, vissuta sempre in prima linea, nasce un saggio di incredibile attualità, nel quale l’autore osserva e giudica la realtà dal punto di vista di noi cittadini.Con una graffiante prefazione di Beppe Grillo, La Repubblica delle banche denuncia fatti e misfatti del più potente e corrotto dei sistemi di potere occulti, l’unico che quotidianamente compie illeciti legalizzati, ordina leggi a proprio vantaggio ed esercita un rigido controllo sui mass media italiani e di tutto il mondo.Con il concorso della Banca d’Italia, vera e propria società per azioni posseduta e diretta dalle stesse banche su cui dovrebbe vigilare, o’ sistema bancarioagisce indisturbato sulla pelle di milioni di cittadini, casalinghe, pensionati, utenti e piccoli imprenditori, ricattati da soprusi a volte lampanti, a volte sottili e difficilmente perseguibili.Come difendersi da scippi, rapine e quotidiane estorsioni? Come proteggersi dalla “casta degli intoccabili”?
Informazione e consapevolezza sono i mezzi per conoscere e comprendere. Coraggio e denuncia sono gli strumenti per opporsi. In queste pagine ricche di inchieste, dati e testimonianze troverete tutto ciò che serve per reagire.
Autore: Elio Lannutti
Prezzo: € 13,50 http://www.ariannaeditrice.it/
spigolature
“Se gli americani permetteranno alle banche di controllare l’emissione del loro denaro, le banche e le corporazioni che vi cresceranno intorno priveranno le persone di tutte le loro proprietà, fino a che i loro figli non si ritroveranno senza una casa, nella terra che i loro padri avevano occupato” – Thomas Jefferson (terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
“È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo comprendessero, credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domattina.” – Henry Ford (fondatore della Ford Motor Company)
“La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere” -1773 Amschel Mayer Rothschild (banchiere)


