
Più di due secoli fa Immanuel Kant segnalava l’impossibilità umana di ricondurre tutto ciò che esiste sul piano “fenomenico” – quello, cioè, in cui la conoscenza umana è in grado di spiegare le dinamiche che determinano gli eventi – in virtù dell’esistenza di una intrinseca realtà “noumenica” inconoscibile, che sta all’origine di tali fenomeni e rispetto alla quale gli eventi che accadono concretamente costituiscono l’aspetto “tangibile”. I fatti, pertanto, non si verificano seguendo una precisa, intrinseca ed evidente logica di base preconfezionata di cui l’osservatore umano è semplicemente chiamato a “prendere atto”, ma richiedono invece di essere spiegati attraverso un processo gnoseologico di riorganizzazione dal caos originario mediante il quale si erano presentati.
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