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Se vuoi sapere perché la classe media è scomparsa e dove sia andata, basta guardare al Walmart vicino casa. La gente entra per i prezzi bassi e ne esce con una pila di roba da poco ma, in senso figurativo, perde gli stipendi , il lavoro e la dignità per gli scarti venduti alla Casa dell’Economico.
Sono passati dieci anni da quando, nel dicembre del 2001, il moto popolare – passato alla storia come l’argentinazo – mise in scacco il governo dell’allora Presidente argentinoFernando De La Rua, provocando le dimissioni di quest’ultimo.In poco meno di due decenni l’Argentina, dalla dittatura militare, si trovò catapultata nell’incubo della dittatura finanziaria. Una crisi economica senza precedenti, quella argentina, dei primi anni del nuovo millennio, che oggi si ripresenta in Europa con gli stessi spettri e gli stessi carnefici.In questi termini – un anno dopo gli avvenimenti che hanno portato De La Rua a dimettersi – Naomi Klein così descrisse la lotta del popolo argentino: ”l’Argentinazo non è stato organizzato da una forza politica alternativa che voleva prendere il potere. E diversamente da quanto accade generalmente nel caso di una rivolta, la richiesta è stata univoca e inequivocabile: l’immediata rimozione di tutti i politici corrotti che si sono arricchiti mentre l’Argentina (…) precipitava in una spirale di povertà (…). Questa gente ha urlato contro le banche, ha lottato contro la polizia, (…) riuscendo a far fuggire il presidente e obbligandolo a lasciare la sua residenza a bordo di un elicottero”.
Immagino che a molti bambini che hanno frequentato le elementari negli anni Sessanta, come me, sia stata insegnata, nell’ora di musica, questa canzone dalle note squillanti e dal ritmo maestoso, quasi solenne, magari da una maestra di canto che s’infervorava come se stesse celebrando una solenne liturgia profana. L’altra canzone preferita di quella maestra era «Bella ciao», che ci faceva cantare ogni settimana, immancabilmente, e sempre con pari trasporto: mentre pestava sui tasti del pianoforte, ci guardava con occhio di falco, per scoprire se qualcuno faceva solo finta di cantare, muovendo in silenzio le labbra; si vedeva che, per lei, quella musica e quelle parole rappresentavano una dichiarazione di guerra a tutto ciò che considerava politicamente e moralmente riprovevole: lo schiavismo degli Stati Uniti del Sud e il fascismo, affastellati nella stessa, inesorabile condanna.