I NUOVI MISTICI

Ovvero breve immagine dell’‘uomo comune
Uomini con giornate ben programmate che danno a loro un senso di falso compiacimento
Uomini con un tempo prestabilito per alzarsi, per mangiare, per lavorare, per dedicarsi al proprio corpo, per fare la spesa, per pregare non importa quale dio, la loro vita e’ una routine, non ci sono variazioni di tempo, di luogo, cosi facendo mantengono in ordine la loro vita senza nessun desiderio di cambiare. Una vita apparentemente bella, comoda nel suo tram tram sempre uguale. Ogni aspetto di questa vita e’ immerso in un’aurea di statica placidità. Rifuggono da qualsiasi sfida come dalla peste.Preferiscono che tutto sia sicuro, affidabile e non minaccioso. Poi ci sono uomini che si considerano oracoli di saggezza e signori del proprio maniero.Sono felici, s’illudono che la vita è contenta di loro come suoi portavoce ufficiali d’ogni questione immaginabile. Questi uomini sono esempi di virtù e a volte anche bastioni di una vita intesa come spirituale, sono specialisti del tutto. E’ inutile dare a loro consigli perché sanno tutto ciò che c’e’ da sapere, fonti autentiche di conoscenza a 360 gradi. Hanno praticato alla perfezione la virtù per cosi tanto tempo che possono solo consolarsi a vicenda a proposito di chi pratica meglio quale virtù. Questi appartengono al genere che tende a scandalizzarsi facilmente per le colpe altrui. Sono più interessate alla propria immagine di specialista del sapere che al divenire del sapere. Tutto il loro essere e’ riposto in un contesto edificante. Soffrono per ogni doloretto, ogni piccolo fastidio e ogni insignificante compito quotidiano che non è di loro gradimento. Potrebbero essere considerati le persone più devote anche per la vita altrui, ma in realtà rendono gloria solo a loro stesi. Hanno organizzato tutto allo scopo di accrescere la propria stima di sé. Sono sempre più attaccati a se stessi gonfiano erroneamente la propria stima di sé mediante l’attaccamento alla propria saggezza e alla loro vita virtuosa. Vivono seguendo le proprie regole, perché le regole della vita in comune limiterebbero la loro interpretazione della vita stessa. Provano piacere imporre delle regole ad altri. Se gli altri non si adeguano sono trattati con disprezzo. Criticano e giudicano, puntano il dito contro il peccato e non vedono la miseria del peccatore. Le virtù si trasformano facilmente in vizi qui. La compassione per chi non pensa come loro diventa sentimentalismo. Il coraggio si muta in avventatezza e il discernimento in pignoleria. La conoscenza regredisce in un ipersemplificazione del so tutto io, La saggezza torna all’ingenua ripetizione di confortanti cliché che l’informazione odierna regala a loro.
La pazienza si trasforma in indifferenza ……nessuna disponibilità ad ascoltare l’altro,
Non c’e’ cura per questi residenti fissi. Sono, in realtà in uno stato cosi miserevole che solo la compassione può essere loro d’aiuto. Non capiscono che la vita non vuole un uomo perfetto, ma un desiderio infinito di vivere………..
Sono come salici, perché i rami si inarcano graziosamente e ricadono in modo da toccare quasi terra con le foglie.Stando presso il tronco non si riesce a veder nulla oltre a quello schermo di fronde. Sono come i tronchi dei salici e i loro molto piccoli problemi e crucci sono rappresentati dal fogliame, che impedisce con grande efficacia di udire ciò che gli altri dicono. I loro problemi appaiono cosi grandi da essere l’argomento di conversazione preferito. Nella loro vita ben programmata, anche eventi minimi che spezzano la sistematicità delle giornate possono apparire a loro più pericolosi di quanto realmente siano. Quando non hanno problemi seri. Tendono, ad arzigogolare su quelli di poca importanza fino a farli apparire assolutamente terribili. Quste persone provano piacere
Nel confrontare le proprie malattie dalla testa ai piedi. Molte discussioni riguardano acciacchi, dolori, test diagnostici e terapie. Parlano incessantemente dei problemi di ogni giorno. Guai tremendi li affliggono da quando si alzano a quando vanno a letto. Di giorno c’e’ la lunga fila alla cassa, il capo ufficio, l’impiegato scontroso, lo strazio dei lavori domestici. Di notte c’’e l’insonnia, gli incubi, i crampi, il gatto che deve uscire, il cane che deve entrare. La loro vita e’ una faccenda laboriosa e gravosa. Ahimè, queste persone sono oppresse dal ciarpame di continui brontolii e aflizioni. Sono felici di sguazzare nelle loro miserie ma si ritengono dei santi perché vivono una perenne vita in quaresima.



C’ero quasi cascato…
Cmq cita le fonti: Il castello interiore Di Teresa d’Avila (santa)
zirconet
13 Maggio 2009 alle 22:08
e avevi bisogno di Zirconet…………..proprio tu…………annina annina
faberex
15 Maggio 2009 alle 19:50